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  • Writer's pictureMike

A chi non piace la simmetria?

Come mai ci piace così tanto vedere una casa, una scrivania, un cassetto, un edificio tutto bello squadrato e ordinato quando la vita è asimmetrica per sua natura? Probabilmente perché l’ordine al di fuori di noi ci dà un senso di sicurezza, come se mettesse a posto le cose anche dentro di noi, e fin qui niente di male. Ma dobbiamo ricordarci, soprattutto nel settore del movimento, che la simmetria è subordinata all’asimmetria, il bipodalico al monopodalico, c’è una gerarchia a livello del sistema nervoso e della corretta biomeccanica che è fondamentale per mantenere i nostri schemi motori corretti ed evitare compensi che se anche piccoli col tempo diverranno delle disfunzioni importanti. D’altronde, se ci fate caso, nella vita di tutti i giorni non c’è quasi mai un momento in cui siamo perfettamente simmetrici, poggiati su entrambi gli arti inferiori, con le spalle dritte, le braccia lungo i fianchi, la testa al centro delle spalle. Siamo invece alla continua ricerca dell’equilibrio all’interno del campo gravitazionale alternando le forze, le compressioni ed i carichi da una catena muscolare all’altra, da una catena fasciale all’altra. Da ciò si evince facilmente che cominciare un percorso di allenamento e concentrarsi principalmente su esercizi simmetrici non è la scelta migliore, diversamente imparare i corretti pattern monolaterali porterà benefici anche agli esercizi simmetrici. Facciamo un esempio. Imparare lo stacco ad una gamba prima dello stacco bipodalico, piuttosto che il press ad un braccio prima della military press. Pensate ai movimenti atletici. Corsa, lancio del giavellotto, sport da combattimento, golf, baseball, alternanza di utilizzo di catene muscolari, spalle che vanno su e giù, le anche idem, in una continua e armonica danza di attivazioni e disattivazioni. Equilibri che cambiano continuamente innescando risposte miofasciali e permettendo contrazioni e decontrazioni più naturali ed in linea col fatto che, diciamocelo non siamo fatti per avere un atteggiamento militaresco. Atleti come Usain Bolt ci hanno ormai insegnato che la massima espressione di una qualità fisica è data proprio dal saper gestire la nostra continua ricerca di equilibrio, ed esperti come David Weck ci hanno anche dato gli strumenti per poter tornare a muoverci in maniera naturale, esprimendo al massimo le nostre potenzialità. Allora, buona asimmetria a tutti!





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